Introduzione

Di certo, quando si vuole essere completi e precisi, non è facile descrivere una città, con tutti i suoi contesti, storici, edilizi, logistici, umanitari e così via. Ci sarà qualcuno che si prenderà a cuore la storia, tralasciando la situazione attuale; un altro, invece,  salito su un campanile, descriverà nel miglior modo possibile il panorama che gli si para davanti, senza considerare che esso sarà ben diverso da quello che avrebbe potuto vedere da un elicottero.

Malgrado gli sforzi fatti, tutti coloro che si accingeranno a farne una descrizione, il più completa possibile, si troveranno legati dalle loro stesse limitazioni, dovute agli strumenti utilizzati ed alle idee personali; idee che  tenderanno ad enfatizzare un aspetto piuttosto di un altro. La descrizione che ne uscirà sarà, purtroppo, alquanto incompleta.

Se, invece di una città che rappresenta qualcosa di solido, concretamente reale, e ben definita nella sue costituzioni strutturali, si volesse descrivere l’uomo, si incontrerebbero delle difficoltà di gran lunga maggiori. L’uomo, infatti, ad esclusione del corpo fisico, che è tangibilmente visibile e passibile di uno studio che si basi su dati concreti, comprende nella sua struttura una serie di elementi energetici, pertanto invisibili, il cui studio diventa alquanto difficile. La loro interpretazione dovrà comunque dipendere dal modo di pensare dell’osservatore; un modo spesso tinto da informazioni precedenti che tendono, senza che lui se ne accorga, a deformare la realtà di ciò che ha osservato.

Anche i chiaroveggenti, che possono analizzare i corpi sottili dell’uomo (doppio eterico, astrale, mentale, ecc.), non hanno gioco facile, perché ciò che vedono deve comunque essere interpretato e quindi espresso in parole. E non sempre il nostro vocabolario offre le parole adatte per trasmettere pienamente i concetti che si vorrebbero esprimere.

Per dare un’idea di quanto le nostre idee limitino il modo di comprendere la realtà dei fatti, si pensi a come, tutti noi, siamo stati istruiti ad usare il verbo essere ed avere. Ci hanno insegnato che quando ereditiamo, ci regalano o comperiamo una cosa,  essa diventa nostra, ed è giusto definire il nostro rapporto con essa utilizzando il verbo avere.  Ci hanno anche insegnato che se compriamo un insieme di parti, ad esempio un’automobile, dobbiamo utilizzare il verbo avere sia per ognuna di esse (io ho un volante, un motore, ecc.), che per l’insieme che vanno a costituire (io ho un’automobile).

Perché, allora, utilizziamo il verbo avere per tutte le parti che compongono il nostro corpo (io ho una testa, due braccia, ecc.), per poi utilizzare il verbo essere per indicare l’insieme di tutte le parti (io sono Mario). Questo è un errore, un grande errore che dimostra come già nel linguaggio, l’uomo abbia perso la consapevolezza di avere un corpo e non di essere il suo corpo!

È ovvio che partendo con questi presupposti, lo studio dell’uomo e della sua consapevolezza nei confronti delle sue parti (corpi) sottili si presenta molto, ma molto complesso. Se poi volessimo considerarlo come una creatura che nasce, vive e muore, volendo dare a questo ciclo un significato che superi quello tradizionale, offerto dall’antropologia, allora la ricerca si farebbe ancor più complessa, anche se potrebbe rappresentare qualcosa degno di essere fatto anche a costo di un duro lavoro e, magari, qualche sacrificio.

Questo è il compito che si è proposto l’ing. Antonio Vaccarello che, dopo anni di studio ed esperienze, ha trovato le risposte che hanno riempito, sono le sue parole, quel classico senso di vuoto che attanaglia chiunque cerchi di comprendere lo scopo della propria esistenza.

Puoi perciò comprendere come, a fronte di un duro lavoro, egli sia ora desideroso di aiutare chi, come lui, va cercando la chiave per rispondere alle domande più importanti che una persona responsabile si pone sulla sua esistenza ed il suo destino.

Permettimi di suggerirti di intraprendere la lettura di questo volume considerandone il contenuto dal punto di vista dell’autore. Egli aveva alcune domande senza risposta, ne ha trovato qualcuna che lo ha soddisfatto e te le propone a cuore aperto. Se tutte le sue risposte soddisfano anche te, hai trovato un libro che potrà realmente aiutarti a definire le pietre miliari del tuo cammino in questa tua vita.

Se qualche sua risposta non riuscirà a soddisfare le tue domande, accetta quelle che le soddisfano, avrai così più tempo per fare una ricerca personale e trovare ciò che può appagare la tua fame di conoscenza.

Per me questo libro rappresenta una fonte di consultazione rapida, che mi evita di dover sfogliare molti volumi per trovare l’argomento che vado cercando. E non solo rapida… anche completa!

Buona lettura!.

                                                             dr. Mario Rizzi

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Mario Rizzi è un ricercatore che, come l’autore del libro, desidera condividere il frutto di tanti anni di studi e ricerca. Ha creato a tal fine alcuni siti, tra cui segnaliamo www.viveremeglio.org (tante idee per una vita migliore) e www.procaduceo.org (una proposta per una diagnosi olistica ed un cura valida e naturale).

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