Marco Todeschini e la scienza unitaria del terzo millennio

Marco Todeschini (1899 – 1988)

Marco-Todeschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Todeschini è stato l’unico scienziato al mondo ad essere riuscito ad unificare in un’unica scienza cosmica, da lui chiamata “Psicobiofisica”, discipline fondamentali per la comprensione dell’uomo e dell’universo quali la fisica, la biologia e la spiritualità.

La sua teoria, che soleva definire come “la scienza unitaria del terzo millennio”, ha avuto grande risonanza a livello mondiale e supera la relatività di Einstein, la meccanica quantistica di Heisemberg, la meccanica ondulatoria di Schrödinger, la dualità onda-corpuscolo di Bohr e la cibernetica di Wiener ovvero tutte le più grandi teorie degli ultimi due secoli.

Nonostante Todeschini si sia scontrato tutta la vita con i dogmi della scienza ufficiale, nel 1974 è stato proposto per il premio Nobel e la sua teoria non è stata mai ufficialmente smentita.

Secondo Todeschini l’Universo fisico è costituito solamente da spazio pieno di fluido contenente una sostanza di densità costante esilissima (Etere) i cui vortici sferici originano, a vari livelli di grandezza, i sistemi nucleari, atomici, molecolari ed astronomici che si manifestano come materia ed i cui movimenti ondulatori, quando vengono a colpire i nostri organi di senso, suscitano nella nostra psiche (Anima) le sensazioni di energia radiante (forza, elettricità, calore, luce, ecc.) che ci sembra di qualità diversa a seconda della specifica frequenza dell’onda di spazio fluido che arriva sul nostro corpo. Poiché ogni vortice di etere (particella materiale) trascinando nella sua rotazione gli strati adiacenti di etere genera un campo si perviene all’unificazione dei concetti di materia e campo tanto usati nella fisica.

La materia, come noto, si manifesta aggregata in sistemi che vanno dall’atomo alle stelle costituiti da una massa sferica centrale ruotante su se stessa attorno alla quale roto-rivoluiscono, a varie distanze, altre masse sferiche planetarie. La struttura dei sistemi atomici ed astronomici è quindi simile e l’intuito ci suggerisce che le forze che tengono avvinte, muovono e manifestano le loro masse devono essere della stessa natura, come richiede una meccanica unitaria del Cosmo, mentre invece sinora si è postulato che gli elettroni siano vincolati al nucleo atomico da forze elettriche coulombiane di natura e genesi sconosciuta ed i pianeti siano vincolati al Sole da misteriose forze di gravità newtoniane.

Soltanto dimostrando che le misteriose forze di gravità, elettriche, magnetiche, termiche, luminose, acustiche, ecc. sono tutte prodotte dall’urto dei corpi si riuscirà ad integrarle in un’unica scienza unitaria, di cui la fisica nucleare ed atomica, la chimica, l’astronomia, l’ottica, l’acustica, l’elettromagnetismo, la termodinamica, ecc. non sono altro che casi particolari

Per Todeschini l’urto è la causa unica di tutti i movimenti della materia; ciò implica che lo spazio in ogni punto dell’Universo, persino dentro l’atomo, non sia vuoto ma pieno di un fluido di cui sono costituiti tutti i corpi ed anche lo spazio che li separa; tale fluido trasmette nello spazio circostante l’energia emessa dai corpi mediante onde proprie che a seconda della loro frequenza di oscillazione costituiscono le varie qualità di energia radiante, le quali possono essere così ricondotte ad un solo tipo di energia: l’energia cinetica.

Il modello intuitivo ideato da Todeschini, grazie al quale è possibile spiegare ogni fenomeno fisico, biologico e spirituale, si basa su due semplici principi:

  • Lo spazio è pieno di una sostanza esilissima chiamata Etere avente densità 10^20 volte inferiore a quella dell’acqua.
  • Una sfera in rotazione in un fluido in movimento genera una forza fluidodinamica dovuta al noto Effetto Magnus

Basandosi solamente su questi due concetti egli è riuscito a spiegare ed a unificare in un’unica teoria la gravità, l’elettricità, il magnetismo, le forze nucleari, ecc.

Effetto magnus

Una sfera rotante investita da una corrente fluida produce da un lato un incremento della velocità del fluido circostante e dalla parte opposta un suo rallentamento. Poiché dove la velocità è maggiore risulta minore la pressione si avrà di conseguenza una spinta deviata verso la parte dove il senso di rotazione della sfera e il verso della corrente fluida sono concordi. Tale spinta avrà due componenti una parallela e l’altra perpendicolare alla corrente fluida.

magnus-480x452

Vediamo adesso di applicare la spazio-dinamica per spiegare il funzionamento dell’atomo che è alla base di tutta la struttura della materia.

Todeschini ha dimostrato che l’atomo è costituito da una sfera centrale di spazio fluido (nucleo) che ruota su se stessa alla velocità  √2 volte superiore a quella della luce trascinando in movimento per attrito lo spazio fluido circostante che si muove, suddiviso come una cipolla, in strati sferici concentrici di spessore costante aventi velocità di rotazione inversamente proporzionali alla radice quadrata del loro raggio. La serie di strati sferici mobili concentrici tra il nucleo e la superficie esterna, ove il moto si estingue per eccesso di attrito, costituisce il campo rotante di forza centripeta dell’atomo. Tra questi strati, aventi velocità degradanti verso la periferia, si genera per accartocciamento, la rotazione di piccole sfere di spazio fluido che costituiscono gli elettroni i quali ruotando su se stessi ed essendo investiti dalla corrente circolare di spazio fluido del campo, sono soggetti all’effetto Magnus che ne inclina l’asse rispetto al piano di rivoluzione. In tale configurazione gli elettroni risentono di una spinta F che si può scomporre in una Ft tangente alle linee di moto circolari che provoca e mantiene il moto di rivoluzione dell’elettrone intorno al nucleo centrale, una Fc diretta verso il centro del campo che equilibra la forza centrifuga sviluppata dall’elettrone per effetto del suo moto di rivoluzione ed una Fm diretta perpendicolarmente alle prime due.

La Ft costituisce una forza elettromotrice, la Fc una forza gravitazionale e la Fm una forza magnetica.

Abbiamo dimostrato che le tre forze: elettrica, gravitazionale e magnetica, hanno oggettivamente la stessa natura fisica.

Viene così svelata la misteriosa natura della forza di gravità dovuta alla spinta fluidodinamica centripeta che i vortici circolanti intorno alle masse astrali esercitano sui corpi immersi in essi. Essa quindi non è una forza traente che emana dalla materia e si propaga nel vuoto, come riteneva erroneamente Newton, bensì è una forza premente centripeta che il vortice di spazio fluido esercita sui corpi in esso immersi, vortice che per formarsi e trasmettere tale spinta, richiede che lo spazio sia pieno di una sostanza fluida.

L’intero Universo è costituito da una serie di sfere di spazio a raggi crescenti, contenute e aventi moto di rotazione e rivoluzione l’una dentro l’altra, in modo che ciascuna può considerarsi ad un tempo come pianeta rispetto a quella di ordine superiore e come solare rispetto a quella di ordine inferiore che si muove seguendo un moto di rivoluzione internamente alla sfera ed intorno al suo centro solare.

Todeschini ha dimostrato che la velocità della corrente di etere che circola intorno alla Terra è pari a 7,8 Km/sec, ben inferiore ai 30 Km/sec ricercati con la strumentazione predisposta per il famoso esperimento di  Michelson-Morley del 1887, mentre quella che circola intorno al Sole e che investe la Terra è di 60 Km/sec in accordo con la velocità di rivoluzione/trascinamento della Terra intorno al Sole di 30 Km/sec.

La teoria fisica di Todeschini, contrariamente alle teorie astratte di Newton, Einstein ed altri, è stata convalidata da un esperimento cruciale condotto utilizzando semplicissime apparecchiature che costituiscono il cosiddetto Genegravimetro.

genegravimetro

Egli pose al centro di una vasca piena d’acqua una sfera di legno collegata sul suo asse verticale ad un motorino elettrico sospeso al soffitto con una fune. Azionando il motorino la sfera iniziava a ruotare trascinando per attrito l’acqua circostante e generando un campo fluido rotante.

Se nel raggio d’azione del campo rotante veniva inserita un’altra sfera, rotante nello stesso senso, si osservava che le due sfere si attraevano con una forza inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza esattamente come fa la forza di gravità, mentre se le due sfere venivano fatte ruotare in senso opposto si respingevano.

La forza di gravità si manifestava quindi allo stesso modo delle forze elettriche e magnetiche dimostrando che la diversa natura delle tre forze è solo apparente essendo fondamentalmente tutte e tre generate da una sola forza di natura fluidodinamica dovuta all’effetto Magnus.

Le dieci equivalenze psico-fisiche

Quando i movimenti di materia solida, liquida, gassosa o sciolta allo stato di spazio fluido, si infrangono contro i nostri organi di senso, provocano in questi delle correnti elettriche, le quali trasmesse dalle linee nervose al cervello, suscitano nella nostra psiche, ed esclusivamente in essa, le sensazioni di luce, calore, elettricità, suono, odore, sapore, forza, ecc.

Queste sensazioni non esistono quindi nel mondo fisico oggettivo, sono solo apparenze di esso.

Ne segue che noi viviamo in un mondo buio, silente, atermico, inodore, insipido e privo anche di forze, di magnetismo, di elettricità, ecc., animato solamente da movimenti continui ed alterni di spazio fluido che solo quando vengono ad infrangersi contro i nostri organi di senso né pongono in oscillazione i vibratori elettrici le cui correnti suscitano nella nostra psiche le sensazioni corrispondenti.

Ad esempio il nervo ottico, che va dalla retina al cervello, non può trasmettere luce perché è costituito da materia opaca alla luce.

E’ la psiche (Anima) che trasforma le correnti elettriche in sensazioni.

Prima di Todeschini si riteneva che solo la forza fosse equivalente al prodotto di una massa per la sua accelerazione; egli generalizzando la legge di Newton (F=m a) ha dimostrato con 10 equazioni psico-fisiche che anche le altre sensazioni che sorgono nella psiche sono equivalenti a tale prodotto, essendo dovute alle decelerazioni della materia contro il corpo umano.

ma=F    ma=G    ma=P    ma=S    ma=E    ma=H    ma=L    ma=O    ma=Sa    ma=T

dove la forza F, la gravità G, il peso P, il suono S, l’elettricità E, il magnetismo H, la luce L, gli odori O, il sapore Sa e il calore T non esistono nel mondo fisico oggettivo, nel quale invece esistono solamente le corrispondenti accelerazioni di massa.

Le dieci equivalenze psico-fisiche collegano i fenomeni del mondo fisico, costituiti tutti essenzialmente da varie specie di moto dello spazio fluido (principio unifenomenico del mondo fisico) con i fenomeni del piano psichico, costituiti da svariati tipi di sensazioni (principio polifenomenico del mondo psichico).

Le 10 equazioni psico-fisiche sono valide sia leggendole da destra verso sinistra sia viceversa. Così ad esempio, la prima di esse (ma=F) ci dice che, come un corpo urtando contro un nostro organo di tatto produce una corrente elettrica che la psiche trasforma in sensazione di forza (F); allo stesso modo la nostra anima emettendo una sensazione di forza scatena una corrente elettrica lungo il nervo che fa muovere una delle nostre mani per spostare un corpo, cioè imprime alla sua massa (m) un’accelerazione (a).

Poiché le piccole forze della nostra anima non sono di certo sufficienti a muovere tutte le masse dell’universo bisogna ammettere che tali immense forze provengano da entità spirituali ben più potenti della nostra anima.

All’origine l’Universo era un’immensa distesa di spazio fluido immobile. Ad esso sono state applicate da parte del mondo spirituale, tante coppie di forze che hanno provocato la rotazione di piccole sfere di spazio, le quali per attrito hanno trascinato in rotazione strati sferici concentrici di spazio, generanti così i campi rotanti centro-mossi dei positroni e degli elettroni, a seconda del senso di rotazione. Positroni ed elettroni, attraendosi tra di loro per effetto Magnus, hanno formato i nuclei e questi gli atomi e poi le molecole e così via, sino ai vortici immensi che costituiscono i sistemi solari, le galassie e le supergalassie.

Todeschini Vs Einstein

Einstein nel 1905 negò l’esistenza dell’etere e postulò la costanza della velocità della luce.

Noi sappiamo che quando due oggetti viaggiano uno contro l’altro la velocità relativa W è data dalla somma delle due velocità, così se un’astronave si dirige alla velocità V verso il Sole, la velocità della luce solare rispetto ad un sistema di riferimento solidale con l’astronave sarà data dalla somma della velocità della luce C e della velocità dell’astronave V, ovvero W = C + V > C

Per Einstein invece varrebbe la formula C + V = C in contrasto con i più elementari principi di algebra.

Qualunque studente che osasse sostenere la validità di questa espressione sarebbe inesorabilmente bocciato, Einstein invece è stato portato al massimo della gloria per averla ideata.

Per poter giustificare questa assurda equazione Einstein ha dovuto inventare di sana pianta una nuova geometria spazio-temporale a 4 dimensioni in contrasto con quella euclidea.

Capite benissimo che se per far quadrare ogni nuova teoria fisica si dovesse inventare una nuova teoria matematica ad hoc si genererebbe il caos più totale allontanando l’uomo dalla verità.

Einstein, con la sua fantasiosa teoria della relatività, non è riuscito ad unificare il campo elettromagnetico con quello gravitazionale cosa che invece è riuscito a fare Todeschini con la sua semplice teoria fluidodinamica.

Inoltre, la famosa equivalenza che tutti noi conosciamo tra materia ed energia E = mc^2 si basa su due asserzioni:

  • La materia immobile può trasformarsi in energia
  • Tale energia è priva di massa

Se la materia fosse immobile la sua velocità “c” risulterebbe nulla e conseguentemente anche l’energia sarebbe nulla.

Se l’energia fosse priva di massa risulterebbe nulla anche l’energia.

Perché vi sia energia occorre che essa abbia una massa e che questa sia in movimento, ciò in netto contrasto con le ipotesi di Einstein.

L’equazione E = mc^2 può essere invece facilmente spiegata e compresa se si ricorda che tutte le energie sono riconducibili all’energia cinetica E = 1/2 mc^2; infatti, sostituendo la velocità v con la velocità del nucleo atomico √2 c si ottiene esattamente la suddetta fantomatica formula, che ci fornisce esattamente la quantità di energia rilasciata durante un’esplosione nucleare.

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